INarte nel 2017 quando ha iniziato a lavorare al progetto NFT poteva scegliere Ethereum come blockchain su cui lavorare, ma non l’ha fatto.

Per noi era indifferente scegliere una blockchain piuttosto che un’altra. Le competenze (a capo degli algoritmi di INarte c’è Luisa, esperienza trentennale nel mondo dell’informatica) potevano essere portate su qualsiasi linguaggio di programmazione proprietario di una blockchain.

Quindi perché NON abbiamo scelto Ethereum? Perché abbiamo scelto Waves blockchain?

Ethereum è, ancora oggi, una blockchain basata sul metodo di consenso proof of work (PoW).

Nel proof of work le transazioni vengono verificate attraverso il mining: I miners più veloci, cioè quelli che risolvono per primi l’algoritmo, vengono ricompensati con criptovalute. Se la convalida di un blocco su una blockchain è rappresentata da questo metodo di consenso (PoW) viene naturale pensare che gli utenti con hardware più potenti avranno sempre le maggiori possibilità di vincere la ricompensa.

Nel PoW migliaia di computer si affrontano per diventare i primi a risolvere l’algoritmo crittografico. Fabbriche e palazzi pieni di hardware divoratori di energia. Più ce ne sono… peggio è!!

Le Blockchain tipo Ethereum basate su PoW non sono perfette. Problemi di scalabilità e di sostenibilità ambientale.

Soluzioni? 🌿

Blockchain basate sul metodo di consenso Proof of Stake (PoS) 

Il PoS ha dei vantaggi rispetto al PoW: un sistema di mining con meno consumo di energia (fino al 99% rispetto il PoW) più alta scalabilità delle transazioni più equo nella distribuzione delle ricompense ai nodi.

Il proof of stake risulta più efficace del proof of work. Waves è una blockchain PoS.

Chi usa la tecnologia, chi promuove tecnologia, chi vede nella tecnologia soluzioni a valore aggiunto per TUTTI gli esseri umani, allora non dovrebbe mai promuovere soluzioni con problemi alla base, ne diventerebbe complice. Soprattutto se ci sono alternative non solo altrettanto valide, ma superiori.